Presentazione

Laima nasce come tributo a Marija Gimbutas, studiosa che ha proposto nuovi strumenti interpretativi per leggere la preistoria e le origini umane, intrecciando archeologia, simbolismo e mito.

L’associazione intende contribuire alla costruzione e alla diffusione di modelli di esistenza più equilibrati, sul piano culturale, artistico, sociale ed educativo, promuovendo una cultura matristica che mette al centro i valori della cura, della mutualità e della relazione.

Laima diffonde la multiculturalità e valorizza usi e costumi delle minoranze etniche, creando occasioni di incontro tra popoli e comunità che riconoscono una spiritualità profondamente connessa alla Terra e alla Natura.

Parallelamente, l’associazione promuove lo studio e le pratiche della spiritualità ancestrale e delle tradizioni legate alla Madre Terra, e indaga la preistoria e le antiche società di pace come fonti di ispirazione per il presente: non come nostalgia, ma come laboratorio di idee per ripensare educazione, convivenza, immaginari e pratiche comunitarie.

In questo percorso, arte e creatività rappresentano strumenti centrali: vie concrete per aprire nuovi linguaggi, generare visioni condivise e trasformare la cultura in esperienza. Laima promuove incontri, iniziative e momenti pubblici di approfondimento per coltivare ricerca, dialogo e formazione.

Tra il 2012 e il 2016, l’associazione ha organizzato tre convegni internazionali sulle “Culture Indigene di Pace”, momenti pubblici di studio e incontro che hanno intrecciato antropologia, pedagogia, studi matristici e testimonianze culturali, con l’obiettivo di offrire esempi concreti (storici e contemporanei) di società fondate su cooperazione, cura, equilibrio tra generi e relazione con la Terra. In queste occasioni abbiamo ospitato esponenti dei popoli Moso (Cina), Khoesan (Africa), Juchitechi (Messico) e Mapuche (Cile), insieme a studiose e studiosi provenienti da diversi paesi.


Dopo una pausa di alcuni anni, l’associazione ha deciso di riprendere le attività nel 2026, organizzando viaggi, incontri e percorsi culturali che favoriscano la condivisione e lo scambio con popoli nativi e minoranze etniche, con particolare attenzione alle culture che mantengono un rapporto profondo e responsabile con la natura e che, sul piano simbolico, possono dialogare con alcuni immaginari dell’Antica Europa.

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